Luigi Tenco. IL cantore della malinconia

Sulle tracce di Luigi Tenco. Un borgo del Monferrato

Quando a Sanremo il prossimo 24 febbraio comincia il Festival (76° edizione), a 163 km, nel grazioso borgo di Ricaldone, tra le vigne e le colline UNESCP del Monferrato, il pensiero tornerà amorevolmente – e con quel pizzico di sano campanilismo – al ricordo di Luigi Tenco, il suo più illustre cittadino, il “cantore della malinconia”. Nacque nella vicina Cassine ma trascorse l’infanzia nel paese materno, a Ricaldone (Alessandria), appunto. Lo immaginiamo mentre gioca nel cortile della grande casa bianca, intento a disegnare durante le ore di asilo oppure mentre corre divertito tra le campagne nelle giornate estive. Ricordi, suggestioni e emozioni, che riviviamo nel Museo a lui dedicato, voluto nel 2006 dall’Associazione Culturale Luigi Tenco e dal Comune.

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Luigi Tenco


A riascoltarle, tante canzoni del Tenco artista, il “bello e dannato” della musica leggera anni ’60,ritroviamo le immagini della sua terra. “Se un giorno tu verrai via con me, amore mio – canta Tenco in “La Mia Valle”, 1962 – andremo insieme a vivere là, nella mia valle, dove la gente lavorai campi dalla mattina sino alla sera”.
A pensarci bene, Luigi Tenco è una lente, è una bussola, è una nota musicale: ci accompagna, ci suggerisce, ci rivela sotto un’altra luce la bellezza discreta delle sue colline oggi patrimonio UNESCO, un prezioso ricamo di vigneti e di un borgo tanto piccolo quanto accogliente e inclusivo, dove visse fino al compimento dei 10 anni di età, quando la famiglia si trasferì a Genova.
C’è un unico bar, a Ricaldone, Ca’ di Ven (Casadei Vini), quel bar di paese di un tempo dove si ritrovano tutte le generazioni, un borgo di 600 abitanti, compresa la folta comunità di 140 macedoni arrivati anni orsono per lavorare le vigne e oggi ben integrati.
Troviamo anche loro nel bar dove ci attende Laura Bruna, uno di quei sindaci tuttofare che fanno la differenza in territori così rurali, periferici e a bassa densità abitativa. Tra le ultime iniziative del “primo cittadino”, ad esempio, c’è la Tartufaia Didattica, organizzata in collaborazione con l’Associazione Liberi Tartufai per un doppio fine…

L’articolo integrale di Massimiliano Rella è stato pubblicato sul numero di Wine and Travel di gennaio 2026. Per continuare a leggerlo, acquista il giornale.

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