Il mondo di Angela Velenosi

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Redazione Wine and Travel

Ottobre 2025

Il mondo di Angela Velenosi

Quarant'anni di visione, coraggio e passione: la fondatrice di Velenosi racconta il percorso che ha trasformato una giovane intuizione in una delle realtà simbolo del vino marchigiano.

Angela Velenosi è una delle figure più rappresentative dell'imprenditoria vitivinicola italiana, capace di costruire in oltre quarant'anni un'azienda oggi presente in 52 Paesi e protagonista della valorizzazione delle Marche nel mondo. Nell'intervista ripercorre gli inizi, quando nel 1984 fondò la cantina insieme all'allora marito Ercole, affrontando le difficoltà di un settore ancora fortemente maschile mentre cresceva due figli e muoveva i primi passi da imprenditrice. Senza un progetto prestabilito ma guidata da entusiasmo, determinazione e passione, ha trasformato una piccola realtà in una cantina che oggi produce oltre 2,5 milioni di bottiglie l'anno, mantenendo sempre saldo il legame con il territorio e con la qualità.

L'articolo racconta anche l'evoluzione familiare dell'azienda, oggi condivisa con i figli Marianna, responsabile marketing, e Matteo, enologo, che rappresentano la nuova generazione chiamata a guidare il futuro della cantina. Accanto alla crescita imprenditoriale emerge la forte sensibilità sociale di Angela Velenosi, espressa attraverso il progetto L'Orto di Paolo, che coinvolge giovani con disabilità nella vendemmia e nella realizzazione di etichette solidali, dimostrando come il vino possa diventare uno strumento di inclusione oltre che di sviluppo economico. Tra i temi affrontati figurano anche l'internazionalizzazione, con il Giappone indicato come uno dei mercati più gratificanti, e il progetto di un nuovo sito produttivo capace di riunire in un'unica sede le diverse attività aziendali.

Il messaggio finale è rivolto soprattutto alle giovani donne che desiderano intraprendere un percorso nel mondo del vino. Per Angela Velenosi competenza, professionalità e determinazione sono indispensabili, ma da sole non bastano: occorre conservare sensibilità, autenticità e passione, perché è il cuore, prima ancora della tecnica, a fare davvero la differenza. Ne emerge il ritratto di un'imprenditrice che ha saputo trasformare le difficoltà in opportunità, costruendo una delle storie più significative del vino italiano contemporaneo.