Madeira. Un vino nato da un viaggio

Wine Travel

Marco Muggiano

6 Novembre 2025

Madeira. Un vino nato da un viaggio

Nessun altro vino al mondo è in grado di raccontare la quintessenza del rapporto tra vino e viaggio: il Madeira, sfidando l'oceano e invecchiando sotto il sole delle stive navali, ha fatto brindare i grandi nomi della storia.

Si chiama Madeira, come l'isola portoghese da cui proviene, ed è probabilmente il vino più longevo e affascinante della storia enologica mondiale. Sottovalutato dal grande pubblico contemporaneo, è stato per secoli il vino più amato e ambito del mondo occidentale.

Il vino di Madeira è frutto di una combinazione straordinaria di casualità, necessità e spinta dell'umanità al viaggio e al commercio. Siamo nel XV secolo e il mondo seguiva la rotta per le Indie costeggiando l'Africa. In questo scenario, l'isola era l'ultimo scalo importante per rifornirsi di frutta, acqua e per caricare vino da vendere. Per migliorarne la conservazione il vino veniva «fortificato» con aggiunta di acquavite, portandolo oltre la gradazione del 18% vol.

Le botti con il vino fortificato nelle stive erano sottoposte al calore tropicale e i continui sbalzi termici modificavano il vino, rendendolo — si scoprirà poi — più stabile e aromatico. I barili invenduti nelle Indie, rientrando in patria dopo mesi di navigazione di ritorno, si rivelarono eccezionali. Era nato il «vinho da roda» (vino di ritorno), ovvero: il Madeira.

Oggi la produzione del Madeira avviene attraverso due tecniche: l'estufagem (stuffaggio), un metodo che prevede il riscaldamento del vino in appositi silos in acciaio per simulare il viaggio nei tropici, portando il vino già fortificato a circa 45° C accelerandone ossidazione e maturazione. L'altra tecnica, più pregiata e che richiede molto tempo, è la canteiro (ripiano): consiste nello stivare le botti con il Madeira in depositi che hanno differenti altezze, dal sottotetto al piano terra.