Moncalisse Montis Arcentarie Riserva 2017

Wine

Redazione Wine and Travel

Gennaio 2026

Moncalisse Montis Arcentarie Riserva 2017

Sul Monte Calisio nasce un Trentodoc d'altura che interpreta il territorio attraverso precisione, tempo e una visione contemporanea della sostenibilità.

Moncalisse Montis Arcentarie Riserva 2017 racconta una nuova interpretazione del Trentodoc, nata da un piccolo vigneto di Chardonnay coltivato a 600 metri di altitudine sul versante meridionale del Monte Calisio. È qui che Julia e Karoline Walch hanno dato vita a un progetto capace di coniugare viticoltura di montagna, architettura sostenibile e alta enologia, affidando la guida tecnica a Stefano Bolognani con la consulenza di Odilon de Varine, figura di riferimento della Champagne. Il risultato è un Blanc de Blancs che esprime con rigore il carattere dei suoli ricchi di calcare, porfido, quarzi e filladi, privilegiando verticalità, tensione minerale ed eleganza rispetto alla ricerca della potenza.

La personalità del vino prende forma attraverso una lavorazione meticolosa: raccolta manuale, fermentazione prevalentemente in acciaio con una piccola parte in barrique e un lungo affinamento di 80 mesi sui lieviti, che conferisce complessità senza alterarne la freschezza. Il profilo sensoriale si distingue per note di agrumi, fiori bianchi, pietra focaia, crosta di pane e grafite, accompagnate da un sorso preciso, sapido e di straordinaria persistenza. Ogni dettaglio contribuisce a raccontare la montagna trentina, trasformando il vino nell'espressione più autentica del suo paesaggio.

Accanto al Metodo Classico prende forma anche una visione imprenditoriale innovativa. La nuova cantina Moncalisse, scavata nella roccia e progettata secondo criteri di sostenibilità ambientale, integra lavorazione per gravità, energia fotovoltaica e materiali a basso impatto, diventando parte stessa del paesaggio alpino. A completare il racconto è l'abbinamento con il Risotto all'aglione della Valdichiana, jus di colombaccio, sambuco e tartufo dei poveri della chef stellata Silvia Baracchi, realizzato con il Carnaroli del progetto ISOS. Un incontro che dimostra come vino, cucina e ricerca possano dialogare armoniosamente, valorizzando territori differenti attraverso un linguaggio comune fatto di eleganza, autenticità e rispetto della materia prima.