
Wine
Elisa Scheffler
3 Febbraio 2026
Poderi Einaudi. Le Langhe del Presidente
Sulle colline di Dogliani, dove il profilo delle Langhe si addolcisce in una trama di vigneti fittamente intrecciati, Poderi Einaudi rappresenta da oltre un secolo uno dei simboli più solidi della viticoltura piemontese.
Quando, nel 1897, Luigi Einaudi acquistò i primi ettari, probabilmente non immaginava che quel gesto avrebbe dato origine a una dinastia del vino destinata a segnare in modo indelebile la storia di questo territorio.
Economista rigoroso, editorialista acuto e futuro Governatore della Banca d'Italia, Ministro e Presidente della Repubblica, Einaudi trovò nello studio della campagna piemontese un'estensione naturale del suo pensiero liberale e i Poderi divennero per lui un laboratorio in cui applicare metodi razionali e visione moderna all'agricoltura, anticipando di decenni la concezione contemporanea di impresa vitivinicola.
Dopo Luigi, la guida passò al figlio Roberto, appassionato di viticoltura, che traghettò l'azienda attraverso il boom economico mantenendo intatto lo spirito originario.
A raccoglierne l'eredità furono poi i nipoti e, in tempi più recenti, i pronipoti, che hanno portato avanti la tradizione con un approccio manageriale e una rinnovata attenzione alla sostenibilità.
È questa continuità familiare, giunta alla quarta generazione e rara nel panorama enologico italiano, a conferire a Poderi Einaudi una identità così compatta pur attraverso epoche profondamente diverse.
Negli ultimi dieci anni questa storia ha vissuto una svolta importante grazie a Matteo Sardagna Einaudi, che ha dato all'azienda un nuovo slancio.
Errata corrige: nell'articolo dedicato a Poderi Einaudi, pubblicato nel numero di gennaio 2026, la fotografia a pagina 18 ritrae Matteo Sardagna Einaudi. Si precisa inoltre che a pagina 19, tra i vitigni impiegati nella produzione, non è previsto lo Chardonnay.
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