Tenuta di Trinoro 2022

Wine

Redazione Wine and Travel

Ottobre 2025

Tenuta di Trinoro 2022

Nel cuore della Val d'Orcia, un rosso che interpreta il tempo, il territorio e l'annata con uno stile elegante, profondo e lontano da ogni ricerca di spettacolarità.

Tenuta di Trinoro 2022 nasce nella parte più appartata della Val d'Orcia, tra i 500 e i 650 metri di altitudine, dove Benjamin Franchetti prosegue il percorso avviato dal padre Andrea con una visione che mette al centro l'identità dell'annata e il rispetto della natura. Più che seguire uno stile prestabilito, questo vino nasce dall'ascolto del vigneto e delle stagioni, diventando l'espressione più autentica di un territorio in cui ogni vendemmia rappresenta un progetto irripetibile. L'annata 2022, segnata da una lunga siccità e successivamente riequilibrata dalle piogge di settembre, ha dato origine a un vino che Benjamin definisce "impressivo": meno potente e immediato rispetto ad altre versioni di Tenuta di Trinoro, ma più sottile, riflessivo e capace di rivelarsi lentamente nel tempo.

Fondamentale è stato il lavoro svolto in vigneto, con una gestione estremamente accurata delle cinquanta parcelle vinificate separatamente e una rigorosa selezione dei grappoli per accompagnare le viti durante una delle stagioni più complesse degli ultimi anni. Il blend finale riunisce Cabernet Franc, Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot, tornati insieme per la prima volta dal 2015, non per una scelta stilistica ma come naturale conseguenza dell'andamento climatico. La vinificazione e il successivo affinamento in barrique francesi e cemento completano un percorso produttivo improntato alla massima precisione, lasciando che sia il carattere dell'annata a guidare ogni decisione.

Nel calice, Tenuta di Trinoro 2022 esprime un'eleganza fatta di sfumature, con profumi di frutti rossi croccanti, spezie, note vegetali e richiami sapidi che anticipano un sorso lungo, fresco e perfettamente equilibrato. È un vino che non cerca l'effetto immediato, ma invita all'ascolto e alla riflessione, premiando chi gli concede il tempo necessario per raccontarsi. A completare il ritratto è l'abbinamento con il Piccione in tre cotture, mora, ginepro e ibisco dello chef Giacomo Lovato del ristorante Borgia di Milano, un dialogo gastronomico che esalta la profondità, la finezza e la straordinaria capacità espressiva di uno dei rossi più identitari della Val d'Orcia contemporanea.